Nessuno te lo dice chiaramente, ma dopo la perdita di un familiare ti trovi improvvisamente a gestire un labirinto burocratico fatto di scadenze tassative, documenti da recuperare e uffici da visitare — proprio nel momento in cui vorresti solo avere pace.
- 12 mesi di tempo, e poi sanzioni pesanti: la dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dal decesso. Superare il termine significa sanzioni dal 120% al 240% dell'imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. E dal 2025 sei tu a dover calcolare tutto in autoliquidazione.
- Documenti da recuperare ovunque: certificati di morte, visure catastali, estratti conto bancari, certificati di destinazione urbanistica, atti notarili. Ogni ente ha i suoi tempi e le sue regole.
- Imposte da calcolare con precisione: imposta ipotecaria (2% sul valore catastale, minimo €200), imposta catastale (1%, minimo €200), bollo (€85), tassa ipotecaria (€120 per conservatoria dal 2025). Un errore nel calcolo delle agevolazioni prima casa, una franchigia applicata male — e paghi migliaia di euro in più.
- La voltura catastale, la grande dimenticata: va presentata entro 30 giorni dalla registrazione della successione. Se non la fai, gli immobili restano intestati al defunto — e quando vorrai vendere, ristrutturare o accedere ai bonus fiscali, saranno problemi. Sanzioni per omessa voltura: da 103 a 2.065 euro.
- Familiari che non sono d'accordo: divisione dell'eredità, quote diverse, disaccordi tra eredi. Serve qualcuno che gestisca anche le dinamiche delicate con competenza e discrezione.